LA NEWSLETTER DEL TEMPIO DI ARA IN ITALIA
 
È con grande gioia che vi do il benvenuto nella newsletter italiana della Tradizione di Ara!
Questa newsletter è un’opera d’amore e magia realizzata da meravigliosi volontari che, con dedizione e creatività, hanno voluto condividere l’ispirazione e la saggezza della nostra tradizione per arricchire e rinsaldare la nostra amata comunità. E la sua nascita avviene in un momento davvero cruciale: la Vecchia Religione sta crescendo sempre più nell’Italia moderna, così come nel resto del mondo, proprio mentre il pianeta affronta gravi crisi che possono essere risolte solo con la saggezza delle Antiche Vie.

È difficile non lasciarsi andare alla disperazione: il clima sta cambiando, gli oceani si stanno innalzando, metà delle forme di vita presenti sulla Terra spariranno nel corso della nostra esistenza, la violenza sta aumentando – tutto ciò riflette la profonda crisi spirituale che deriva dall’errato presupposto che il mondo non sia che un ammasso di materia inanimata creato da un Dio distante ad uso e consumo degli esseri umani.

Invece il mondo è vivo, è sacro e ci sta chiamando. Ci sta invitando a riscoprire l’antica saggezza e a basare la nostra relazione con il pianete e le sue creature sull’amore e sulla reverenza per la Madre Terra. Questa è una delle importanti verità spirituali della tradizione di Ara.

La tradizione di Ara è nata più di trent’anni fa – il suo nome mi è giunto dalla Dea durante un viaggio a Paestum – ed è stata la prima a fondere la cosmologia e le pratiche della wicca con le tecniche del core shamanism, a lavorare con gli spiriti del luogo e a esplorare i più profondi misteri della Terra come Grande Madre, come maestra spirituale e guida per tutte e tutti noi. Fin dall’inizio, il nostro sentiero si è incentrato sulla padronanza e l’uso di tecniche volte a rimuovere la benda con cui la storia e l’abitudine hanno oscurato i nostri occhi per poter finalmente vedere la sacralità del mondo in cui viviamo e scoprire il divino che risiede nel nostro cuore, l’altare dove spirito e materia sono Uno.

La Tradizione di Ara è votata a riscoprire come vivere in armonia con il mondo naturale e come riconnetterci alla rete della vita perché questa è la via della pace, della gioia, della salute e dell’amore. Impariamo dalla Terra come vivere in modo sacro, perché viviamo in un mondo sacro. Ma, com’era stato predetto, i tempi bui sono arrivati e sta scadendo il tempo a nostra disposizione per risvegliarci alla consapevolezza di dove siamo e perché siamo qui.

La Tradizione di Ara è un cammino di risveglio e comunione, un percorso d’Iniziazione ai Grandi Misteri della rinascita. È un cammino di speranza e, grazie alla speranza, il nostro spirito rimane indomito. La vostra vita è la vostra più grande magia, questo lo so per certo, e anche un gesto quotidiano apparentemente piccolo, come non mangiare carne per un giorno alla settimana, può contribuire al benessere del nostro pianeta. Immaginate la differenza che questo movimento di riconciliazione e armonia potrà creare crescendo – il modo migliore per predire il futuro è crearlo.

Sappiamo dove siamo e perché siamo qui, e quindi è con grande gioia che vi do il benvenuto alla nostra newsletter, alla nostra comunità e al viaggio di rinascita che stiamo compiendo insieme.

Con amore e benedizioni,

Phyllis Curott
EDITORIALE
Benvenute e benvenuti!

Sono veramente felice di accogliervi in questo primo numero dell’Ara Quarterly – Italia, grazie di essere qui, a leggere queste righe. Per me è davvero un grande piacere e un onore vedere questo progetto, a lungo accarezzato, venire infine alla luce.
Non è un caso se abbiamo scelto di far uscire il primo numero per il solstizio d’inverno, la notte in cui il sole rinasce dall’oscurità più profonda. In questo periodo, mentre il buio lascia il posto alla luce, abbandoniamo idee logore e progetti conclusi per piantare i semi del cambiamento e rinnovare i nostri corpi e i nostri spiriti, accogliendo le energie della nuova vita che rischiarano le tenebre. È il momento in cui emergiamo dalle nebbie del Tempo del Sogno per lasciarci avvolgere dallo splendore della speranza; il momento in cui, nella gelida quiete dell’inverno, i nostri sogni si stagliano davanti a noi, silenziosi e perfetti.
E il nostro sogno, con questa newsletter, è quello di fornire alla nostra comunità un luogo di ritrovo e di scambio, di confronto e di crescita; un luogo in cui sentirsi a casa.

La comunità di Ara in Italia sta crescendo; dopo tanti anni di presenza sul territorio, le sue radici sono salde e forti e i suoi bellissimi fiori si stanno trasformando in frutti. Questa newsletter è senza dubbio uno di questi primi, dolcissimi, frutti, un segno tangibile della maturazione della tradizione nella nostra terra. Perché nasce qui ed è realizzata grazie ai contributi di praticanti della comunità italiana. Un domani potrebbe ospitare anche il vostro, perché siete tutti invitati a contribuire alla sua creazione nel modo che preferite, attraverso la scrittura o la grafica, attraverso ricette o fotografie. Il Tempio di Ara non è un edificio, il Tempio di Ara siamo noi, e questa newsletter è la nostra voce, uno dei mezzi che abbiamo a disposizione per rimanere in contatto, condividere le nostre esperienze e crescere insieme. Senza di voi, che leggete o che contribuite, la cosa non avrebbe senso.
Per questo non posso che rinnovare i miei ringraziamenti a voi che vi siete iscritti e, soprattutto, alle meravigliose collaboratrici e al fantastico collaboratore che hanno reso questo numero speciale con la loro passione e le loro competenze. Voglio ringraziare di tutto cuore Amalia, Ayslynn, Daniela, Dario, Giulia, Loredana, Rita e Simona – avete fatto un lavoro splendido! E un doppio ringraziamento va a Giulia Turolla, iniziata del Tempio di Ara e Sacerdotessa in formazione, per aver curato tutto l’aspetto tecnico della questione – Giulia, saremmo davvero perse senza di te!

Questa bellissima creatura collettiva che è l’Ara Quarterly – Italia uscirà quattro volte l’anno, in occasione di solstizi ed equinozi, ma qualche giorno prima rispetto alla data della festività per darvi la possibilità di trarre ispirazione dai suoi numerosi articoli per le vostre celebrazioni e riflessioni stagionali.
Ecco quindi il calendario delle uscite che trovate anche sul sito ufficiale del Tempio di Ara [
http://www.tempiodiara.it/newsletter/]:
Solstizio d’inverno: 15 dicembre – Yule / Imbolc
Equinozio di primavera: 15 marzo – Ostara / Beltane
Solstizio d’estate: 15 giugno – Litha / Lughnassadh
Equinozio d’autunno: 15 settembre – Mabon / Samhain


Come potete vedere, proprio sotto questo editoriale, trovate un pannello in cui sono presentate le varie rubriche, vi basterà cliccare sul tema che più vi interessa per cominciare subito a leggere l’articolo corrispondente.
A questo punto non mi resta che augurarvi… buona lettura!

Un abbraccio,


Valeria
 
RUBRICHE
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Ruota dell'anno
SOLSTIZIO D'INVERNO: YULE
La festa di Yule, nota anche come Alban Arthuan (la rinascita del dio Sole) o Juul / Juvla (la ruota solare) è la celebrazione del solstizio d’inverno che avviene tra il 20 e il 22 dicembre.
Il sole “si ferma per poi ripartire”, raggiungendo il suo orizzonte più basso dovuto dalla massima obliquità dei raggi solari, sorge e tramonta più a sud, la sua altezza a mezzogiorno è minore e la giornata è più breve; è l’inizio dell’inverno astronomico e il giorno più corto e buio dell’anno. Ma è insieme anche il momento della sua rinascita, poiché è da qui che ricominciano ad allungarsi le giornate, con tempi sempre più lunghi, fino al solstizio d’estate.
In questo giorno si ripete il miracolo divino della tradizione spirituale, di altissimo valore simbolico. Poiché la luce e il calore sono indispensabili per la vita, il sole è spesso il simbolo della divinità suprema di ogni pantheon. Il moto regolare, diurno e annuale del sole, è una metafora della morte e della ri/ nascita del dio che scandisce e accompagna la vita sulla Terra, è la morte dello Holly King ("Re Agrifoglio"), che simboleggia l'anno vecchio e il sole al declino, per mano del suo successore, l’Oak King ("Re Quercia"), che simboleggia l'anno nuovo e il sole che inizia la sua ascesa.
I miti sono metafore della vita umana e la “scomparsa” del sole è un tema ricorrente in tutte le culture per spiegare fiabescamente la sua morte durante la notte, la minor durata di luce in inverno e le eclissi solari.
Ogni culto interpreta e racconta il mito seguendo le proprie tradizioni, ma il comune denominatore è appunto il mistero della natività: il rituale solitamente rappresenta la Madre, la Dea o comunque il Sacro Femminile, che partorisce la Luce, il Dio Sole.
Mithra, divinità dal mondo indo-persiano che nei Veda genera la luce all’alba, era identificato con il figlio di Anahita “l'immacolata vergine madre del signore Mithras”, da cui nasce proprio alla fine di questa notte, dopo aver sconfitto le tenebre.
O ancora la divinità sumerica Inanna, con la sua discesa agli inferi, può essere identificata come divinità solare, così come Demetra e sua figlia, Persefone/Kore, figure di grande rilievo nella Grecia antica. Il loro mito narra di come Persefone venga rapita da Ade e di come Demetra, presa dalla disperazione, scateni un duro inverno che pare non avere mai fine, sino all’accordo convenuto con Ade per riportare Persefone sulla Terra sei mesi l’anno.
I miti spiegano e parlano, tramite il simbolo, al nostro inconscio per spiegare e confortare affermando che il Sole muore, ma sempre ritorna per vivificare e fecondare la Terra.
In ambito rituale il solstizio rappresenta la fine di un ciclo cosmico universale e l’inizio di uno nuovo, è per questo un momento di passaggio delicatissimo, simbolicamente una soglia o porta nel tempo. Il Solstizio d'Inverno corrisponde, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto uscita dalle tenebre nella nuova luce.
La luce ora è poca e genera un momento di massima drammaticità e sofferenza della natura, la vita è permeata da un senso di smarrimento che è il preludio del mistero più profondo: la nascita del Sole. Il Natale è la festa del mistero, è il momento della genesi primordiale quando la Terra vergine, che assimilando crea, ridona energia, la luce.
La festa del solstizio d’inverno è tradizionalmente una veglia che si celebra dal tramonto all’alba per assicurarsi che il Sole rinasca.

A Roma, in questo periodo, si celebravano i Saturnali con scambi di doni e sontuosi banchetti. Inoltre si soleva sorteggiare il Re della festa che dirigeva il buon andamento del convivio.

 Si celebra il solstizio d'inverno con l'accensione di fuochi, tramite la luce delle candele, dei ceri e, tradizionalmente, accendendo il ceppo di Yule, usualmente legno di quercia. Accendere il ceppo è un atto di magia simpatica che ha il compito di alleggerire la fatica del sole nel riaccendere la sua nuova luce.
Inoltre si usa addobbare di luce e colore l’abete, sempreverde associato a divinità solari e simbolo di immortalità ed eternità. L’albero di Natale è un emblema di longevità che rievoca la risurrezione dal freddo inverno.

Ma il solstizio d’inverno è soprattutto una festa in cui gioire del calore familiare, in cui ritrovarsi e stringersi attorno al fuoco e a un ricco banchetto, pronti ad affrontare insieme un nuovo ciclo e un nuovo anno che sta nascendo.

Bibliografia
Dizionario storico mitologico di tutti i popoli del mondo ..., Volume 8
it.wikipedia.org
Annali del mondo, ossia Fasti Universali di tutti i tempi e di ..., Volume 2
 
Ayslynn
Ayslyng segue da anni il percorso del Tempio di Ara, con cui ha frequentato i seminari di base. Nel tempo, ha ampliato la sua formazione seguendo anche i seminari di Janet Farrar, Morgana, Circolo dei Trivi e Anticaquercia. Oltre che di wicca e paganesimo, si interessa di psicologia junghiana, sciamanismo, archeologia e antropologia, ed è lieta di poter condividere i suoi interessi con la comunità di Ara, collaborando con passione all’Ara Quarterly – Italia. Potete contattarla a questo indirizzo email:
ayslyng@msn.com
 
LE TRE BRIGIT

[liberamente tratto dal saggio “Brigit” di A. Kondratiev – traduzione e sintesi a cura di Valeria Trisoglio]

Imbolc, antica festività celtica che segnava il punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, in Irlanda cadeva sotto gli auspici della dea Brigit che, ancor oggi, molti di noi onorano in questo giorno. Dea dai molteplici nomi e dai numerosi appellativi, Brigit è una delle divinità più importanti e amate del pantheon celtico, su cui molto è stato scritto. Per stavolta lasceremo la parola ad Alexei Kondratiev, perché la sua visione di questa dea possa ispirare e arricchire le vostre pratiche rituali o devozionali in questo periodo a Lei sacro.

Brigit è una dea triplice, con tre diverse specializzazioni o aree di competenza (cosa piuttosto comune nella cultura celtica). È in primo luogo una banfhile, ovvero una poetessa, detta anche bé n-éicisi o “donna dell’arte poetica”, venerata dai poeti per la sua bellezza e il suo splendore. È poi una bé goibneachta, o “donna della lavorazione del metallo” e, infine, è una bé leghis, o “donna di guarigione”.
In gaelico, all’inizio, bé voleva semplicemente dire “donna” ma, col tempo, il termine iniziò a connotare una donna particolare, dalle caratteristiche in qualche modo superiori, speciali, oggetto di un’infatuazione romantica o di una pressoché timorosa devozione spirituale. Nell’uso irlandese moderno si potrebbe tradurre come “musa”. Le tre Brigit erano dunque le “muse” delle loro tre occupazioni: la prima ispirava i versi dei poeti, la seconda aiutava i fabbri a forgiare sia armi che utensili e la terza concedeva la sua energia alle opere di guarigione.
Brigit era anche patrona delle leggi e delle azioni legali. Bisogna infatti considerare che i Celti, come gli Indoeuropei in generale, dividevano le loro divinità in due categorie: quelle associate con il cielo, la chiarezza, la ragione e le forme ordinate della cultura umana, e quelle che invece vivevano sottoterra, nell’oscurità acquosa degli Inferi, che, pur essendo fonte di ogni forma di fertilità, avevano una natura caotica e, in linea generale, ostile agli esseri umani. Entrambi i gruppi di divinità erano necessari alla sopravvivenza del genere umano, quindi nessuna delle due fazioni poteva eliminare l’altra. Tuttavia, poiché le comunità umane avevano bisogno di essere protette dal caos e dall’imprevedibilità, gli Dei dell’Alto dovevano ottenere una vittoria sugli Dei del Basso per convincerli a collaborare.
Da questo punto di vista, Brigit era una dea liminale, nata sulla soglia dall’unione del Dagda e della Dea del fiume Boyne, Boann (secondo alcune versioni, secondo altre sarebbe figlia del Dagda e della Morrigan). Per questo era collegata tanto al fuoco, quanto all’acqua. Per i Celti l’elemento “che s’innalza” per antonomasia era proprio il fuoco, la cui stretta connessione archetipica con Brigit emerge dal nome stesso della divinità: la radice “brig-” infatti significa “essere innalzata/o”.
Il fuoco, inoltre, era ciò che rendeva possibile una vita stanziale per gli esseri umani e la Dea Brigit, protettrice degli agi domestici, della prosperità e della creatività non ha mai perso la sua connessione col fuoco.
Risulta quindi evidente il suo collegamento con gli Dei dell’Alto che governavano la cultura, l’ordine e la legge, tutti elementi che spinsero i Romani a identificarla con la loro Minerva, nonostante avesse molte affinità anche con la figura di Vesta, dato che entrambe erano Dee del Focolare.
Il fuoco di Brigit, infatti, era quello familiare e addomesticato del focolare e della fucina: le fiamme a cui ella presiedeva non divampavano mai distruttive o incontrollate, a patto che il suo Fuoco Sacro fosse ben custodito.
È interessante notare però che ella sviluppò comunque anche una stretta connessione con l’acqua. Per i Celti, l’acqua, in perfetta opposizione al fuoco, era “l’elemento che discende” per antonomasia, scendendo giù nel mondo freddo, scuro e caotico degli Inferi. Ciononostante vi sono delle circostanze in cui l’acqua può diventare “ciò che s’innalza”, come avviene, ad esempio, nel caso delle acque minerali che sgorgano da quelle fonti tanto spesso ritenute sacre proprio a Brigit. In questi casi, infatti, l’acqua va contro la propria natura essenzialmente discendente per acquisire alcune delle caratteristiche del fuoco, giustificandone così l’associazione con la Dea che “tutto innalza”. Inoltre, bisogna tener presente che spesso le fonti termali hanno anche proprietà terapeutiche, cosa che le pone all’interno della sfera d’influenza di colei che veglia sul benessere degli esseri umani.
La stagione di Brigit inizia a Imbolc o Là Fhéile Brìde (1 febbraio), giorno sacro a lei dedicato, e si conclude a Beltane (1 maggio): è la primavera, il periodo in cui tutto sembra rianimarsi in un trionfo della vita sulla morte. Potreste impiegare questo tempo per onorare Brigit e stabilire una connessione personale con Lei nei suoi diversi aspetti di musa ispiratrice, la Brigit Bianca; regina della fucina o protettrice della comunità, la Brigit Rossa; e signora della guarigione, la Brigit Nera; oppure semplicemente onorarla nel suo triplice aspetto durante le vostre celebrazioni di Imbolc.

 

Bibliografia e note:

- J.Harrow (curatrice), "Devoted to you", Citadel Press

- Alexei Kondratiev insegna lingua irlandese, mitologia celtica e altri aspetti della tradizione celtica presso l'Irish Arts Center di New York. Dopo essersi laureato in antropologia e linguistica alla Columbia University, ha studiato filologia celtica all' École des Hautes Études di Parigi. Alexei è membro del consiglio direttivo dell' IMBAS, un network di ricostruzionismo celtico, e autore di "The Apple Branch: A Path to Celtic Ritual", oltre che di numerosi articoli e interventi sulla cultura celtica. 

Archeologia

DI CHI É QUESTO SOLSTIZIO?

Il 25 Dicembre tra Culto di Sol, Misteri di Mitra e primo Cristianesimo

Come molte altre festività del calendario sacro, il 25 dicembre si trova spesso al centro di contese riguardanti le sue origini storiche, la matrice spirituale originaria e l'esistenza, o meno, di operazioni di appropriazione culturale.

Quanti pagani, forse anche per vendicarsi degli asfissianti moniti e allarmismi anti-halloween che ogni anno invadono la rete e i giornali, si sono lasciati sfuggire l'occasione (e la soddisfazione) di affermare, di fronte ad amici e parenti “babbani”, che “Il Natale era una festa pagana: la festività romana del Sol Invictus”?1

Dietro a questa rivendicazione, apparentemente semplice e lineare, si nasconde in realtà una questione storico-archeologica molto complessa, e non priva di alcuni punti oscuri, di cui cercherò di tirare le fila in questo breve articolo.
Il 25 dicembre viene proposto come data della nascita di Cristo solo nel 330 CE
2 (prima non era stato nemmeno preso in considerazione, nonostante le ipotesi abbondassero) e la motivazione di questa scelta è, per esplicita dichiarazione degli stessi padri della Chiesa, legata alla coincidenza astronomica con il Solstizio, che, secondo il calendario Giuliano allora in uso, cadeva proprio in questo giorno. Nessun calcolo erudito basato sulle Sacre Scritture, e ne erano stati tentati molti, aveva dato come risultato il 25 dicembre.

L'interpretazione che si era affermata all'inizio del secolo scorso3 era, in sintesi, la seguente: i cristiani avevano operato questa scelta perché in quella data si svolgeva una festività legata al Sol Invictus, il cui culto, di origine orientale, aveva trovato grande diffusione nella Roma imperiale, tanto da costituire una minaccia e da necessitare una “neutralizzazione” della sua festività principale, scegliendola come data natìa del messia della nuova religione.

Questa tesi si è rivelata, però, alla luce di studi più recenti4, colma di errori, affermazioni infondate e veri e propri falsi ideologici, tra cui cito brevemente:

- Il culto di Sol è esistito a Roma fin dall'epoca pre-repubblicana e non è, quindi, da considerarsi di origine orientale, inoltre l'epiteto “invictus” non indicava un culto di Sol in particolare, ma era un appellativo rivolto anche ad altre divinità (come Ercole e Giove) e, da Commodo in poi, anche ad alcuni Imperatori.

- Non risulta che il 25 dicembre avesse luogo, nella Roma antica, una festività importante legata al dio Sol. Questo può sembrare strano, trattandosi di un solstizio, ma in realtà le considerazioni astronomiche/astrologiche non godevano di grande attenzione nella religione romana antica.

Non sembra, quindi, che i cristiani abbiano scelto questa data con l'intento di “affossare” una celebrazione pubblica a carattere solare che godeva di grande notorietà, ma che, piuttosto, la scelta sia stata motivata dal fatto che la simbologia solare del solstizio e della luce che emerge dall'ombra esercitasse, di per sé, particolare attrazione.

La questione è da considerarsi chiusa, dunque? Non è detto. In questo quadro, infatti, va chiarito anche il ruolo dei Misteri Mitraici.

Quello di Mitra era un culto misterico che nasce e si diffonde tra il I BCE e il I CE, a ingresso iniziatico (i gradi previsti erano sette: Corax, Nymphus, Miles, Leo, Perses, Heliodromus e Pater) e composto esclusivamente da uomini, perlopiù di classe medio-bassa, vicini al mondo militare, del commercio e della navigazione.
Anche se buona parte della forma e della diffusione di questo culto si sviluppano innegabilmente all'interno dell'ambiente culturale greco-romano e, geograficamente parlando, dell'Impero Romano; le radici di questa tradizione si trovano, probabilmente, nell'Iran antico, dove la figura del dio Mitra è attestata sin dall'epoca del bronzo, e vi sono testimonianze dell'esistenza di fratellanze militari iniziatiche, che presentano molte caratteristiche comuni a ciò che conosciamo del mitraismo romano (come l'esclusività maschile, l'esistenza di un’iniziazione e di gradi gerarchici, la centralità dell'aspetto militare e dell'atto della tauroctonia: il sacrificio rituale del toro).

I romani erano, in prima persona, perfettamente consapevoli delle origini orientali del culto e del fatto che i primi contatti fossero avvenuti proprio tramite le campagne militari nel Vicino Oriente.

Ad attirare l'attenzione è il fatto che, in corrispondenza del solstizio d'inverno, si svolgesse, all'interno delle antiche fratellanze iraniane, una speciale celebrazione di rinnovamento, che prevedeva il sacrificio di un toro e il consumo del succo dell'Haoma (una pianta sacra locale, dalle proprietà psicoattive)5. Possiamo senz'altro considerare possibile (se non probabile) che una festività di questo tipo fosse presente anche all'interno del Culto Mitraico, il che ribalta un po' le carte in tavola. Quello che dobbiamo chiederci, a questo punto, è: è possibile che il cristianesimo abbia scelto la data del 25 anche per contrastare non una celebrazione pubblica di Sol, ma una festività del culto misterico di Mitra?

Non abbiamo risposte certe, e probabilmente non le avremo mai, ma è una possibilità da tenere in considerazione, anche perché si inserirebbe in una tradizione di repressione delle esperienze spirituali estatiche, caratterizzate anche dal consumo di sostanze stupefacenti, ben consolidata e presente all'interno della storia del cristianesimo.
 

Insomma, alla fine dei conti, di chi è questo solstizio? Di tutti coloro che vogliono celebrarlo, ovviamente (e se avete un po' di Haoma, tanto meglio per voi!).

1É inutile che neghiate: almeno una volta l'abbiamo fatto tutti

2CE= common era, il corrispettivo di d.C.; mentre BCE= before common era è il corrispettivo di a.C.

3H.Usener, “Das Weihnachtsfest”1889

4S.E. Hijmans 2009 e 2003, R. Beck 2006; E. Hargrove 2015; M. Wallraff 2001 et alia

5I. Campos Méndez “Continuity and change in the cult of Mithra”, 2006

 
Giulia Turolla
(in arte “Artemisia”) è una Strega contemporanea, iniziata alla Tradizione di Ara con cui collabora attivamente.
Laureata con lode in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l’Università di Bologna; il suo campo di interesse e di specializzazione è quello magico-religioso nel bacino del Mediterraneo.
Il suo percorso personale è improntato alla pratica della Stregoneria come forma indigena di sciamanismo e mira alla recupero e alla ricostruzione della Rete Sacra che ci lega agli Spiriti e agli Dei del luogo in cui viviamo. Maggiori informazioni sulla sua visione come strega e come creatrice di oggetti magici si trovano sul sito www.boscodiartemisia.com
Astrologia

OROSCOPO TEMPIO DI ARA 2016

ARIETE

Il saggio Saturno in Sagittario e Urano nel segno saranno i vostri numi protettori per il 2016. Logica e intraprendenza saranno le vostre carte vincenti, mentre dovrete contrastare gli influssi di Plutone che tenterà di farvi cadere in alcune trappole, specie se siete della seconda decade. Urano vi fornirà le armi concrete per operare cambiamenti importanti e ormai improrogabili, mentre Saturno stabilizzerà la vostra situazione affettiva e di lavoro. Dai primi di settembre, però, agite con cautela nelle scelte economiche e di lavoro: Giove ostile in Bilancia potrebbe farvi commettere passi falsi.

TORO

Si annuncia per voi un 2016 eccellente, ricco di ottimi e stimolanti influssi astrali, nel corso del quale nessun pianeta vi volgerà le spalle. A proteggervi saranno Plutone, con la sua carica di ambizione e volontà creativa, Nettuno con la sua spinta al cambiamento e Giove, signore della fortuna, fino al 9 settembre. Il sontuoso Giove, in transito nel segno amico della Vergine, vi regalerà successi e fortuna a piene mani, sia nel lavoro che nella sfera affettiva. La situazione economica sarà in netto miglioramento e vi converrà approfittarne al volo.

GEMELLI

Stelle brillanti si affacciano nel vostro cielo, vivacizzato dagli ottimi influssi di Urano in Ariete che toccherà i nati nella seconda decade. Non mancherà qualche tensione, determinata dall’ostilità di Saturno, Nettuno e Giove nella prima parte dell’anno. Con Saturno “contro”, se state vivendo una situazione inadeguata nel lavoro o in amore, avrete la forza di liberarvi, seppur con una certa fatica, di tutti i legami che non vi gratificano più. Non fatevi travolgere dall’onda dell’emotività, ma agite con calma e saggezza. Da settembre Giove tornerà a sorridervi, regalandovi successi prestigiosi.

CANCRO

2016 complesso, nel corso del quale vivaci movimenti planetari scioglieranno i nodi e ne riannoderanno di nuovi: non vi annoierete proprio. Qualche nube all’orizzonte solcherà il vostro cielo, ma si tratterà di Plutone e Urano dissonanti: saprete perfettamente cosa mantenere e cosa allontanare da voi, prima di partire veloci alla riscossa. Urano provocherà cambiamenti repentini ed eliminazione di rami secchi se siete nati nella seconda decade. Sarete protetti da Nettuno in Pesci, che vi garantirà metamorfosi radicali, e da Giove fino a settembre che vi renderà vincenti su tutti i fronti, più fiduciosi e ottimisti. Cautela nelle spese a fine anno.

LEONE

Il 2016 si annuncia come un anno meraviglioso, nel corso del quale potrete finalmente guardare al futuro con maggior fiducia e ottimismo, grazie a uno straordinario Urano in Ariete che proteggerà le scelte pratiche dei nati nella seconda decade: avverranno all’insegna di una grande forza di decisione ed eliminazione di tutto quanto è inutile o superfluo. Vi sarà anche Saturno in Sagittario a proteggervi: sarete sostenuti da una grande forza d’animo e capacità strategica per risolvere ogni problema o difficoltà di relazione. Da settembre il buon Giove, entrando in Bilancia, vi assicurerà successo in ogni iniziativa e sarà foriero di serenità e benessere.

VERGINE

Ecco per voi un 2016 magnifico, fortunato, grazie a Giove nel segno e a Plutone propizio: vi lancerete nelle imprese più ambiziose, sicuri di un esito favorevole. Vi sarà un aumento di sicurezza, di protezione, sia in campo economico, che in famiglia o in amore: ogni cosa procederà per il verso giusto. Solo Nettuno in Pesci insinuerà in alcuni di voi una certa inquietudine, sottili malinconie, incertezze operative. Non fatevi incantare da proposte troppo allettanti: potreste andare incontro a disillusioni. Saturno vi richiederà grande impegno e fatica, mettendovi di fronte a una serie di nodi che verranno al pettine, ma saprete districarli con forza e saggezza.

BILANCIA

Non sarà per voi un 2016 di tutto riposo, ma ve la caverete alla grande grazie al prodigioso influsso di Giove che sarà con voi da settembre. Con Urano in opposizione, se siete nati nella seconda decade, dovrete modificare alcuni aspetti della vostra vita, sia che si tratti di un lavoro che non vi gratifica o di un amore giunto al capolinea, ma saprete liberarvi di fardelli ormai inutili. L’ostilità di Plutone consiglia di guardarvi dalle trappole che potrete trovare sul vostro cammino. La saggezza promossa da Saturno in Sagittario sarà la vostra migliore difesa. In autunno Giove vi porgerà tutta la sua carica di fortuna, successo e ottimismo: approfittatene al volo.

SCORPIONE

Il 2016 vi sorride e si preannuncia ricco di soddisfazioni e privo di influssi negativi di rilievo. Nel corso dell’anno, acquisirete un maggiore potere nella sfera lavorativa o personale e vedrete realizzarsi piano piano i vostri progetti più ambiziosi, grazie a Nettuno e Plutone propizi. Nettuno in Pesci proporrà cambiamenti sostanziali nella vostra vita, e Plutone vi fornirà la spinta creativa e gli strumenti giusti per realizzarli. Giove in Vergine fino a settembre aggiungerà un pizzico di fortuna in più nella vostre iniziative e un discreto incremento della situazione finanziaria.  

SAGITTARIO

Si preannuncia un’annata importante e serena, nel corso della quale proseguirete la vostra avanzata vincente. Prenderete però la rincorsa con calma, pianificando le vostre strategie di successo. Tutto ciò grazie al potente influsso di Saturno nel segno che aumenterà il livello di saggezza e il senso di responsabilità. Effettuerete scelte validissime, destinate a durare nel tempo in molti settori della vostra esistenza e il denaro subirà un incremento, specie in autunno. Nella prima parte dell’anno dovrete essere però più prudenti nella gestione del denaro. Nettuno renderà piuttosto inquieti e incerti sul da farsi alcuni di voi, ma non dovrete preoccuparvi.

CAPRICORNO

Nel 2016, se dovrete tagliare rami secchi, o eliminare quanto di inutile vi circonda, fatelo con cautela: Urano in Ariete non perdona passi falsi. Grazie a Plutone nel segno e a Nettuno in Pesci, saprete elevare alla massima potenza gli sforzi per ottenere ciò a cui aspirate, e il successo non potrà che premiarvi. Fino a inizio settembre contate su Giove propizio: raccoglierete frutti abbondanti in ogni settore della vostra vita. Una maggior fiducia nel vostro fascino e tanto ottimismo rappresenteranno il cocktail vincente per migliorare la sfera economica e lanciarvi nella caccia all’anima gemella. Da settembre dovrete stringere i cordoni della borsa, evitando investimenti azzardati o rischiosi.

ACQUARIO

Il 2016 vi vedrà in splendida forma, pronti a prendervi una serie di belle rivincite e a conquistare posizioni di potere e di prestigio. Potrete far leva su Urano nel segno dell’Ariete, grazie al quale, con grande forza di decisione, saprete cogliere al volo le occasioni migliori per effettuare cambiamenti significativi. Con le giuste strategie e una dose extra di razionalità, promosse da Saturno in Sagittario, procederete come carri armati verso l’attuazione dei vostri progetti. In autunno, lo splendido Giove in Bilancia vi regalerà successi a piene mani, nuovi incontri e prosperità.

PESCI

Nel 2016 sarete oggetto di una fitta rete di influssi planetari, alcuni stimolanti e vivaci, altri che tenderanno a frenare le vostre iniziative. Saturno in Sagittario tenterà di mettervi i bastoni fra le ruote, ostacolando la realizzazione dei vostri progetti e richiedendo scelte importanti per il futuro, ma, con grande impegno da parte vostra, saprete cavarvela al meglio. Con Giove in Vergine fino all’inizio di settembre, tenete sotto controllo le spese e state alla larga da investimenti avventati. I lunghi transiti di Nettuno nel segno e di Plutone in Capricorno vi proteggono e vi spingono verso trasformazioni radicali della vostra esistenza, specie se siete della seconda decade.

 
Daniela Nipoti
Giornalista bolognese, dottore in scienze motorie, studiosa di astrologia e allieva della nota astrologa Lisa Morpurgo, ha scritto il Manuale di astrologia (Piemme) e Le armi della seduzione, Le armi della comunicazione,  Il fitness e Il grande libro delle dee europee (Xenia). Ha collaborato a varie riviste, tra le quali “Sirio” e “Maxim”, ha curato una rubrica su “Astra” e sul sito “Desiderimagazine.it”. Attualmente collabora con
www.vogue.it con l’oroscopo per L’UOMO VOGUE. Potete contattarla scrivendo a: daniela.nipoti8@gmail.com
Pratica Magica

UNA PRATICA PER IMBOLC

Imbolc è una delle mie feste preferite. Attorno a questo giorno magico, sento sempre l’energia cambiare. Nell’aria l’odore della neve e dell’inverno, seppur ancora presente, allo stesso tempo si sta dissolvendo per far posto alla primavera, per la quale comunque si dovrà aspettare ancora un po’. Io ho un debole per le stagioni di passaggio, ed è proprio in questi giorni che, camminando per le strade, avverto già il profumo della primavera, quel sapore dell’aria che, da gelida, si fa’ un pochino più morbida e dà spazio al sapore della brezza leggera e della natura che si trasforma e si rende un po’ più visibile.

La festa di Imbolc è tradizionalmente legata a Brigid, la musa degli artisti e dei poeti, ed anche la Dea della guarigione e della rinascita. Se a Samhain ho indirizzato le energie verso un preciso obiettivo, da realizzare nel corso dell’anno, intorno al 2 febbraio continuo a concentrare i miei intenti verso il loro proseguimento, di cui vedrò un po’ più in là la piena espressione. A volte scelgo di focalizzare la mia attenzione su un altro piccolo scopo, affinché questo, nel giorno in cui nel grembo della Madre il primo seme sta crescendo, venga protetto nella Dea per poi risplendere del tutto più avanti, quando il Sole sarà più forte e la natura rigogliosa e fertile.

C’è un piccolo rituale, estremamente semplice ma molto efficace, che trovo utile e particolarmente in sintonia con le energie di guarigione di questa festa. Solitamente, prima di cominciare, esco a fare quattro passi, per sciogliere le tensioni e favorire la concentrazione. Poi scelgo un posto un po’ appartato, possibilmente in mezzo al verde (vivendo in centro, generalmente si tratta di un parco cittadino). Mi siedo su una panchina e comincio a lasciare che tutta la stanchezza presente nel mio corpo e le sensazioni a essa correlate emergano chiaramente alla mia consapevolezza e poi si dissolvano, inspirando ed espirando a intervalli regolari. Parto sempre dalle sensazioni corporee, che, inevitabilmente, mi conducono dritte ai reali nodi che sento di dover sciogliere. Il processo non è mai razionale, seppur estremamente preciso e rivelatore, piuttosto è fisico, e fortemente istintivo. Man mano che inspiro, lasciandomi inondare dalla bellezza intorno a me, e che espiro tutto ciò di cui ho bisogno di liberarmi, ciò che sento si trasforma, e la stanchezza iniziale può diventare tristezza, paura, oppure rabbia... a seconda di dove il mio istinto mi porta. L’importante per me è non censurare nulla e lasciare che, in quel naturale processo di inspirazione-espirazione, la guarigione abbia inizio. Durante l’esercizio, spesso affiorano sentimenti negativi, brutti ricordi, ma tutto è compensato dalle inspirazioni cariche di energia che compio in quegli istanti, alternate alle espirazioni liberatorie, e anche dal risultato di purificazione finale. Mi fermo quando sento dentro di me che è il momento di farlo, raccogliendo solitamente un senso di liberazione misto a una sensazione di spossatezza, legata a ciò che ho dolorosamente fatto emergere e che poi mi sono lasciata alle spalle. Può darsi anche che senta il bisogno di ripetere il rituale più volte nel corso dei giorni successivi, sempre consapevole che quella piccola pratica è nata nel giorno di Brigid e che dunque ne terrò nel cuore, per il resto dell'anno, i doni fecondi che ne sono derivati.

 
Loredana
Comincio il mio percorso nel 2005 da solitaria, attraverso l’ausilio di libri e seminari. Mi riconosco particolarmente nella Tradizione di Ara, alla quale vengo iniziata nel 2012. Pratico la mia spiritualità cogliendo con attenzione il Sacro presente nella mia vita quotidiana.
Soul Dreaming
SOGNI E CAMMINO SPIRITUALE

Una prospettiva neosciamanica

I sogni come voce dell’anima
Tutte noi, ogni notte, sogniamo circa una volta ogni novanta minuti, che lo ricordiamo oppure no. Ci immergiamo in un flusso di colori, suoni, situazioni ed eventi che possono scivolare via senza che ne siamo consapevoli, oppure colpirci tanto profondamente da continuare a ispirarci, o tormentarci, per giorni, mesi o anni persino.

Alcune considerano i sogni come semplici sottoprodotti delle normali operazioni di “manutenzione” che il nostro cervello compie mentre dormiamo, scarti privi di significato. Altri invece, a partire da Sigmund Freud, li considerano una chiave d’accesso all’inconscio, anche se le diverse scuole di pensiero psicologiche e psicoanalitiche hanno sviluppato teorie molto differenti al riguardo. Certo è che difficilmente si può negare l’importanza del sonno, e dei sogni, per coloro che sognano, umani o animali che siano, altrimenti non si spiegherebbe come mai l’evoluzione li avrebbe posti in una tale situazione di vulnerabilità.

Il nostro approccio parte proprio da questa constatazione ma, ponendosi in una prospettiva spirituale, vede i sogni come espressioni dell’anima, più che della psiche o del cervello, e come messaggi dalla valenza transpersonale, con un possibile respiro più ampio rispetto alla comunicazione tra la nostra mente conscia e il nostro inconscio.
In questa prospettiva, i sogni individuali sono visti come pennellate di quell’immenso affresco che è il Grande Sogno della Terra, proprio come i nostri corpi sono parte del corpo della Madre Terra. È come se ogni notte ci immergessimo nel flusso infinito di questo Grande Sogno che, come un fiume sotterraneo, continua a scorrere anche quando noi non stiamo sognando. Bagnandoci nelle sue acque, ci spogliamo degli indumenti del nostro ego e lasciamo emergere la nostra anima perché si disseti a questa Fonte di saggezza universale e selvaggia.

Dissetarci alla Fonte Sotterranea significa, prima di tutto, divenire noi stessi un Graal, un sacro calice capace di racchiudere le acque del Grande Sogno. E, se le lasciamo lavorare su di noi, dentro di noi, queste acque hanno il potere di trasformarci, di trasformare il nostro ego e la nostra vita di veglia perché riflettano più fedelmente l’immagine limpida della nostra anima.
Ecco perché noi consideriamo questo tipo di lavoro con i sogni una delle pratiche più significative di quella che Phyllis chiama “Magia del Graal”. Si tratta, in definitiva, di imparare a essere ricettive nei confronti dei messaggi dalla Fonte Divina che vengono “recapitati” attraverso il canale onirico.

I sogni in ambito tribale
Molte culture native vedevano i sogni come messaggi e doni per tutta la comunità. La sognatrice o il sognatore metteva a disposizione della tribù il proprio sogno, affinché la collettività potesse trarne vantaggio. I sogni in questo contesto potevano indicare una fonte di cibo, o il momento migliore per gli spostamenti; potevano consegnare il messaggio di un’antenata, fornire informazioni su come strutturare un rituale o sulle offerte più adeguate per gli alleati spirituali, e molto altro.
Una simile modalità di condivisione del materiale onirico non svolge solo la funzione di raccogliere informazioni spirituali ad uso della collettività, ma fornisce anche un ambiente protetto dove il sogno viene ascoltato con mentalità aperta e la sognatrice è supportata nel compito di onorare il proprio sogno e di intraprendere le azioni necessarie per attivarlo.
Sotto questo profilo, la comunità ha tanto la funzione di ricevere il messaggio onirico, perché il suo significato “collettivo” sia integrato a vantaggio della tribù, quanto quella di dare, fornendo alla sognatrice il sostegno necessario per integrarne (anche) il significato “personale”.

Questo è ciò che chiamiamo ambito tribale del sognare: una visione basata sul presupposto che un sogno può costituire (anche) un messaggio dal divino e assumere significato non solo per la sognatrice, ma anche per altri: dalle persone con cui intessiamo le relazioni più strette e intime, fino all’intera umanità.
Non significa che il sogno perda il significato più personale e specifico per la persona che lo riceve; i sogni hanno sempre molteplici interpretazioni, diversi livelli di significato, tutti validi e utili. Il lavoro tribale con i sogni assume piuttosto una funzione specifica: quella di consentire a più persone di essere trasformate dal messaggio spirituale e dalla saggezza del sogno.

La pratica spirituale può risultare notevolmente arricchita da un simile lavoro, una volta acquisite alcune tecniche di base (prima su tutte, l’abilità di ricordare i propri sogni che, come vedremo, può essere padroneggiata in molti modi).
Attraverso questo colloquio notturno, diretto e continuo, con la Fonte Sotterranea, siamo in grado di accedere a una saggezza che è allo stesso tempo personale e universale, simbolica e pratica. Possiamo attingere a informazioni in grado di apportare guarigione e conoscenza, e condividerle con la nostra comunità; imparare a muoverci in uno stato alterato di coscienza talmente cruciale da dover essere raggiunto più volte ogni notte, ciascuna notte della nostra vita; familiarizzare con le figure archetipiche che popolano i nostri sogni e scoprire che fanno parte del retaggio umano da sempre.
In questa prospettiva, i sogni divengono elementi importanti della pratica neosciamanica, un canale preferenziale di comunicazione con la nostra anima e con il Divino, uno strumento capace di renderci sempre più consapevoli della presenza del Sacro in noi e intorno a noi.
Bibliografia:
- "Soulcraft ", B. Plotkin, Venexia 2003
- "L'Arte della Magia", P. Curott, Sonzogno 2010
- "The Dream and Human Societies" G.E. von Grunebaum Center for Near Eastern Studies, R. Caillois, University of California Press, 1966
- "Dream Work: Techniques for Discovering the Creative Power in Dreams", J.Taylor, Paulist Press, 1983
- "Dream Cultures: Explorations in the Comparative History of Dreaming", D.Shoulman, G.G.Stroumsa, M.Buber, Oxford University Press, 1999
- "Dream, Myths, Religion, Culture" in "Dreams and Nightmares", Ernest Hartmann, Basic Books, 2007
- "A Dream of Senoi", R.K.Dentan, SUNY Buffalo Council on International Studies, Buffalo, N.Y. , 1985
- "Dreaming: Anthropological and Psychological Interpretations", B.Tedlock, CUP Archive, 12 nov. 1987
- "The Wisdom of your Dreams: using dreams to tap into your unconscious and transform your life", J. Taylor, Penuin/Tarcher, 2009 
 
Valeria Trisoglio
Mi chiamo Valeria e sono una sacerdotessa e un’insegnante del Tempio di Ara. Faccio parte del Consiglio Direttivo del Tempio, occupandomi attivamente dello sviluppo e dei programmi della tradizione.
Da più di dieci anni coordino La
Ruota d’Oro, un cerchio di Ara aperto, coadiuvata dalle mie amiche della Ruota d’Argento, il nostro cerchio interno. Co-conduco anche gli eventi di Tenda Rossa – Roma, riservati alle sole donne, e del Cerchio Sciamanico, basato sul metodo della FSS. Sono una delle fondatrici dell’associazione Argiope e ho studiato e collaborato con diversi insegnanti di calibro internazionale.
Laureata con lode in Scienze della Comunicazione con una tesi sulle differenze di genere nella lingua, mi occupo di traduzione e interpretariato a livello professionale. Sono co-autrice del calendario al femminile “Il Tempo Sacro delle Donne”.
 
Rita Perri
Rita ha una laurea in Giurisprudenza e si occupa di diritto industriale. Il suo percorso iniziatico nella Tradizione di Ara è iniziato nel 2011, con il seminario “La Magia della Bacchetta” tenuto a Roma da Valeria Trisoglio. Attualmente collabora con la Ruota d’Oro, e continua la propria formazione studiando con Phyllis e Valeria. Oltre allo studio amatoriale della valenza dei sogni nell’ambito spirituale, si interessa di monumenti megalitici, escursionismo e birdwatching, passioni che le permettono di integrare pratica spirituale e interazione con la Natura.
Benessere Olistico
BENESSERE OLISTICO AL FEMMINILE
 
Esiste un approccio femminile alla cura e al benessere?
Sempre più donne, da anni, si rivolgono alla medicina non convenzionale alla ricerca di quello che è considerato un approccio “globale” alla salute e la mia idea di sottolineare l’importanza di un “benessere olistico al femminile” nasce dalla necessità di calare nel corpo quelle che sono delle generiche istanze “globali”, per renderle invece specifiche e “incarnate”. Anche nel più comune approccio allopatico esiste ormai estremo interesse per quella che è la Medicina di Genere e cioè un’attenzione particolare a quelle che sono le differenze tra uomini e donne nella stesura di protocolli terapeutici, nelle strategie di prevenzione e di indagine. A questo, vale la pena di dirlo, ci si è però arrivati proprio a partire dalle donne, dalle loro richieste e riflessioni emerse durante la Conferenza Mondiale delle Donne tenutasi a Pechino nel 1995.
E quindi sì, esiste una via femminile al benessere ed è una via che passa dal nostro ventre e dalla nostra ciclicità. Vivere in armonia con il proprio ciclo mestruale, in accordo con i cicli stagionali, seguendo il ritmo che la natura ci suggerisce, in alcuni casi si dimostra davvero risolutivo per la nostra piena guarigione, o almeno per consentirci di incamminarci verso la stessa.
Se la salute è definita dall’OMS come "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", allora possiamo definire la guarigione come un processo attivo che conduce alla consapevolezza e che abbraccia tutto l’essere nelle sue diverse componenti fisiche, spirituali, psichiche  e mentali.
Per le donne che percorrono un sentiero spirituale come la Tradizione di Ara l’interesse per le terapie e le tecniche olistiche rappresenta un modo per portare sempre più nel profondo le conoscenze e le intuizioni che il percorso ci mostra. Questo avviene sia come semplici “utenti” di cure naturali (e tutte, a turno, lo diventiamo al bisogno), sia come operatrici olistiche orientate al benessere psico-fisico, mentale e spirituale delle donne che si rivolgono a noi. Certo, nel secondo caso, all’intuito si affianca lo studio costante, l’approfondimento e, soprattutto, il saper guidare l’intuito all’interno di un corpus di studi coerente con quello che è il nostro sentire.
Vivere in accordo con la Terra e le sue energie, osservare e celebrare i cicli lunari, avviarci verso la consapevolezza del nostro corpo e soprattutto approfondire il rapporto tra il nostro corpo e i cicli che lo governano ci permette di sintonizzarci, risuonare in armonia con l’Universo e ci permette di rendere il nostro “Altare”, il nostro corpo, sempre di più strumento di consapevolezza creativa, capace di innescare processi di auto-guarigione.
 
Amalia dell'Aquila 
Naturopata orientata al benessere psico-fisico, mentale, spirituale delle donne. Iniziata da Phyllis Curott nel 2004, Reiki Master e Advanced Moon Mother. Insegnante di Tribal Bellydance, di Danza Orientale e Danza Olistica, innovativo metodo di riequilibrio olistico tramite i movimenti della Danza del Ventre, il sistema dei Chakra e gli archetipi del sacro femminino. www.facebook.com/naturopatia.in.movimento ; www.facebook.com/danzaolistica
Cosmesi Naturale
TONICO ALLA MELAGRANA
 
La melagrana vanta notevoli proprietà benefiche per la nostra salute, ma non sono da sottovalutare anche quelle cosmetiche. Noi abbiamo pensato di sfruttarle per la preparazione di un tonico autoprodotto, eccovi la formulazione:
Succo di melagrana 25grammi (g), Aceto di mele 1,5g, Idrolato di amamelide 11g.
Procedimento: Aprite la vostra melagrana e iniziate pazientemente a estrarre tutti i chicchi. Mettete in un passatutto e iniziate girare, si otterrà un succo rossissimo. Filtrate e travasate dentro una bottiglietta con un erogatore a spray. Inserite l’aceto di mele e l’idrolato di amamelide. Chiudete la bottiglia e agitate il prodotto.
Curiosità: l’aceto di mele è un ottimo tonico per viso e pelle e ha azione sbiancante nel caso siano presenti macchie sulla pelle! L’odore dell’aceto scompare velocemente, ma se vi da troppo fastidio potete inserire una fragranza cosmetica o degli oli essenziali, noi vi indichiamo, ad esempio, quello di camomilla, di rosa oppure di geranio.
Come usarlo: Questa preparazione è adatta per viso e corpo. È possibile usare questo tonico ogni sera dopo che vi siete struccate o se avete bisogno di tonificare la pelle del corpo. Quando facciamo uno scrub per il viso o per il corpo, possiamo concludere il trattamento vaporizzandolo su tutta la pelle per tonificarla.
Proprietà: L’aceto di mele ha proprietà remineralizzanti, astringenti e tonificanti. La melagrana combatte i segni del tempo, ha azione anti-age, è ricca di vitamine A, E, C, ed è un ottimo antiossidante e contrasta la formazione di macchie cutanee. L’idrolato di amamelide ha azione astringente, purificante, combatte i pori dilatati ed è adatto a tutti i tipi di pelle.
Sostituzioni: È possibile sostituire l’idrolato di amamelide con qualsiasi altro idrolato di cui disponete.
Tempi di conservazione: massimo 15 giorni in frigo.
 
SCRUB ZUCCA E ARANCIA
 
È tempo di arance e zucche! Sapevate che è possibile utilizzare parte di questi bellissimi doni della Natura per preparare uno scrub di bellezza? Ecco a voi la formulazione che abbiamo creato per tutti noi amanti della cosmesi naturale autoprodotta:
Burro di karité 11grammi (g), Burro di cacao 15g, Olio di cocco 10g, Gel di aloe 1,5g, Miele 1g, Polvere di buccia di arancia essiccata q.b., Semi di zucca triturati q.b., Vitamina E 1g, a piacere: olio essenziale d’arancia dolce oppure di pompelmo 2 gocce.
Procedimento: Fondete a bagnomaria il burro di karité, di cacao e di cocco. Una volta fusi versate il tutto in una ciotola e riponete in frigo circa 10-15 minuti. Quando ai bordi si formerà una patina biancastra è il momento di togliere il contenitore dal frigo e montare i burri con le classiche fruste elettriche da cucina. Noterete subito che il composto sbiancherà, lo definiamo “burro montato”! Riponete in frigo per altri 2-3 minuti e poi rifrullate. Inserite il gel d’aloe ed il miele frullando a ogni aggiunta. Aggiungete la vitamina E che preserva i grassi dall’irrancidimento e infine le polveri scrub (quanto basta in base all’azione scrub, forte o delicata, che si desidera) e le gocce di olio essenziale che avete scelto.
Utilizzo: Utilizzate la preparazione sotto la doccia. Terminato il normale lavaggio, prelevate una “noce” di scrub e con movimenti rotatori, delicati ma efficaci, massaggiatelo sulla pelle umida. Fate queste applicazioni per almeno 2 minuti. Risciacquate e uscite dalla doccia. Il risultato sarà una pelle idratata, morbida, fresca e luminosa, e non avrete bisogno di cospargere il corpo di crema. Vi consigliamo di fare lo scrub almeno una volta alla settimana. Se utilizzate gli oli essenziali che vi abbiamo indicato vi consigliamo di fare questo scrub la sera in quanto quelli agrumati sono fotosensibilizzanti.
Proprietà: i burri vegetali hanno proprietà idratanti, anti-age ed elasticizzanti. L’olio di cocco ha azione elasticizzante, idratante ed è ricco di vitamina A e C. Il gel d’aloe ha proprietà idratanti, purificanti, antinfiammatorie e cicatrizzanti. La vitamina E ha azione anti-age e antiossidante. Gli oli essenziali indicati svolgono un’efficace azione tonica e anticellulite.
Sostituzioni: potete sostituire i burri vegetali di karité e cacao con altri di cui disponete. La vitamina E non è sostituibile, in sua assenza otterrete comunque un ottimo scrub, ma senza le sue proprietà. È possibile sostituire l’olio di cocco con olio extravergine d’oliva.
Tempi di conservazione: massimo 3 mesi in un luogo fresco e asciutto.
 
Dario Ciciriello e Simona Pagano
Dario e Simona, siciliani e amici di lunga data, appassionati di prodotti per la cura della bellezza, scoprono che esiste una valida alternativa ai prodotti preconfezionati: l'autoproduzione con materie prime e ingredienti naturali ed ecocertificati. Nel 2012, dopo aver sviluppato una loro metodica, aprono un blog per condividere la loro esperienza e le loro preparazioni: Freya Kosmetik (
http://freyakosmetik.blogspot.it/). Il blog si distingue da altri per la presenza di consigli sia al maschile che al femminile e per una sezione dedicata alla cosmesi sensuale per la coppia. Autori del libro Cosmesi Naturale - Tecniche e creazioni per ogni esigenza di bellezza, ed. Brigantia, Dario e Simona attualmente lavorano al loro secondo libro e tengono stage e seminari a richiesta.
Cucina

I BISCOTTI NATALIZI

 

Nei territori dell'Alto Adige la preparazione dei biscotti natalizi è una tradizione legata ad antiche usanze pre-cristiane.
Nel periodo più buio dell'anno, infatti, questi dolci venivano preparati per ammansire e pacificare gli spiriti ostili, che si aggirano numerosi nelle lunghe notti che precedono il solstizio. Fondamentale è offrire biscotti di vari tipi, in modo da soddisfare tutti i tipi di spiriti che godono dell'offerta, ed esporli la sera, sul davanzale di una finestra.

Al giorno d'oggi gli sfiziosi biscottini natalizi vengono cucinati, con grande cura, all'inizio dell'avvento, e successivamente offerti ad ogni ospite della casa (è tradizione scambiarsi visita con parenti e amici).

BISCOTTI ALL'ARANCIA

Ingredienti per l'impasto: 375g di farina bianca, 125g di zucchero, 1 presa di sale, 1 tuorlo, 250g di burro freddo

Ingredienti per il ripieno: 200g di mandorle macinate, 2 arance: succo e buccia grattugiata, 75g di zucchero, 3-4 cucchiai di Grand Marnier

Ingredienti per la glassa: 2 arance (buccia), 250g di zucchero a velo, 1 albume, succo d'arancia q.b.

Impasto: mescolare in una ciotola farina, zucchero e sale; fare una fontanella e aggiungere il tuorlo e il burro freddo a pezzetti. Lavorare il tutto con la lama di un coltello da tavola, fino ad ottenere dei grumi. Impastare brevemente con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e compatto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigo per almeno 1h.

Ripieno: mescolare le mandorle macinate con la buccia grattugiata e lo zucchero.Aggiungere 10 cucchiai di succo d'arancia e il Grand Marnier e mescolare. Se non risultasse spalmabile, aggiungere altro succo d'arancia.
Glassa: togliere, con un coltello ben affilato, solo la parte arancione della buccia d'arancia e tagliarla in striscioline finissime, lunghe al massimo 1 cm. Setacciare lo zucchero a velo in una ciotola e mescolarlo con l'albume sbattuto, aggiungere del succo d'arancia fin ad ottenere una glassa spalmabile, quindi aggiungere le striscioline di buccia e mescolare.

Preparazione: dividere l'impasto in due porzioni uguali e stendere la prima porzione direttamente sulla carta forno (della misura del fondo della placca da forno), fino ad ottenere una sfoglia rettangolare spessa circa 2-3 mm. Spalmare il ripieno sulla sfoglia; stendere la seconda porzione dell'impasto tra due fogli plastica (ottimi i sacchetti da congelatore tagliati e aperti) fino ad ottenere una sfoglia rettangolare uguale alla prima, che andrà adagiata sopra all'altra sfoglia e al ripieno. Cuocere nel forno preriscaldato a 200°, nella prima posizione dal basso, per circa 20 min. . Lasciare raffreddare un pò e tagliare la sfoglia in quadretti, rombi o triangoli, con un coltello ben affilato.
Spalmare la glassa sui biscotti ancora caldi e lasciare asciugare.

STELLINE ALLA CANNELLA

Ingredienti: 4 albumi d'uovo, 300g di zucchero, 2 cucchiaini di succo di limone, 375-400g di nocciole macinate, 1 cucchiaino di cannella, farina q.b. 50g di mandorle macinate e 2 cucchiaini di zucchero per spianare.

Preparazione: Montare gli albumi a neve ferma, versare un po' alla volta zucchero e succo di limone continuando a sbattere la massa. Metterne da parte ½ tazza da usare per la glassa e unire al restante la cannella e le nocciole macinate. Preriscaldare il forno a 130-150°. mescolare tra loro la farina, le mandorle e lo zucchero, quindi cospargerli sul piano di lavoro. Spianare una sfoglia di circa 1 cm di spessore, ritagliare delle stelline sistemandole sulla carta da forno, quindi spennellarle con la schiuma di albume messa da parte. Cuocere per 40-45 minuti.

 
Giulia Turolla in collaborazione con Hotel Carpe Diem
Ara Family
L'Arazzo del Tempio di Ara in Italia è ricco di colori, vita ed esperienze: siamo tutti noi, praticanti, Iniziati, Sacerdotesse e Sacerdoti, e anche semplici interessati occasionali, a intessere questa ricchezza e a dare forma a un organismo gioioso e vitale.
Questo spazio è dedicato a dar voce a tutte le realtà, diffuse sul territorio, che compongono la famiglia di Ara, queste si suddividono in:

- Gruppi di pratica: costituiti da un insieme di persone che si riconoscono nei principi fondamentali del Tempio di Ara e che stanno intraprendendo un percorso di formazione al suo interno. Non essendo guidati da un’Iniziata/o, né da una Sacerdotessa/Sacerdote, non godono del riconoscimento ufficiale del Tempio, ma possono rappresentare un'occasione di crescita per coloro che si trovano geograficamente distanti da Cerchi e Ruote della tradizione di Ara.

- Cerchi di Ara: gruppi guidati da Iniziati del Tempio di Ara, ufficialmente riconosciuti, che hanno seguito un percorso di formazione approfondito. Al loro interno si svolgono rituali aperti, celebrazioni stagionali e altre esperienze di pratica.

- Ruote di Ara: cerchi condotti da una Sacerdotessa o un Sacerdote del Tempio di Ara in cui è possibile sperimentare diversi aspetti pratici e teorici della tradizione sotto una guida esperta.

- Gruppi di studio: offrono la possibilità di seguire percorsi di formazione approfonditi, i cui programmi seguono un iter preciso, calibrato a seconda dell'esperienza maturata dai partecipanti all'interno della tradizione di Ara. Sono guidati da una Sacerdotessa o un Sacerdote del Tempio di Ara.
La partecipazione seria e assidua a uno di questi gruppi consente di accedere a percorsi di formazione avanzata post-iniziazione.

Nei numeri successivi della newsletter questo spazio sarà dedicato, volta per volta, alla presentazione di una di queste realtà, motivo per cui vogliamo rivolgere un invito a tutti voi: conducete un gruppo di pratica o un Cerchio di Ara nella vostra zona?
Scriveteci a
mailto:info@tempiodiara.it?subject=Ara%20Family inviandoci una breve descrizione del vostro gruppo o cerchio, e magari anche una vostra foto, in modo che i praticanti presenti nella vostra zona possano entrare in contatto con voi, e che tutti noi, insieme, possiamo presentare ogni sfaccettatura del Tempio di Ara in Italia.

Potete usare questo spazio anche per presentarvi ed esprimere il vostro desiderio di creare un gruppo di pratica dalle vostre parti, in modo da lanciare un appello alle persone interessate.
 
Novità ed Eventi
L’Arte della Magia - La Magia della Bacchetta
Seminario introduttivo alla tradizione di Ara
A cura di Valeria

30/31 gennaio 2016 - Bologna
10.00 – 19.00 circa
Corte delle Fate - Bologna


Link al volantino completo
Pagina facebook dell'evento
Per informazioni e iscrizioni contattare Chiara a cortedellefate@gmail.com oppure per telefono al 329 2569037
 
L’Arte della Magia - Danzando con l'ombra
Seminario introduttivo alla tradizione di Ara
A cura di Valeria

19/20/21 febbraio 2016 - Faleria (VT)
10.00 – 19.00 circa
via Falisca 29 - fermata del treno Rignano Flaminio


Link al volantino completo
Pagina facebook dell'evento
Per informazioni e iscrizioni contattare Valeria a mailto:lelaina_leo@hotmail.com?subject=Danzando%20con%20l'ombra%20(Faleria%202016) oppure per telefono al 329 2569037
 
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